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CREIAMO VALORE

crediamo nell'associazionismo per concorrere al soddisfacimento della domanda di assistenza socio-sanitaria e promuovere il miglioramento dei livelli qualitativi dei servizi.

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Sisma nel Reatino - le Strutture Anaste in prima linea nel sostegno alle comunità colpite

Siamo vicini alle popolazioni dei Comuni del Reatino, di Amatrice e delle Marche colpiti dal violento sisma. Riusciamo a comprendere, per quanto possibile, il dramma delle persone colpite.

Alcune delle strutture Associate stanno accogliendo i bambini rimasti soli e gli anziani mettendosi a disposizione. L'ANASTE Nazionale si è resa disponibile a fornire sostegno per sopperire ai disagi. 

Ogni altra parola si rende inutile.

Alberto De Santis

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Casa Albergo per Anziani di Lendinara promuove i Laboratori seminariali 2016

casalendinaraEvento speciale per la ricorrenza dei 10 anni di attività del centro di cure palliative "Casa del Vento Rosa"

presso la Sala “S. Camerini” - Casa Albergo per Anziani, Via del Santuario, 31 - 45026 Lendinara (RO)

 

Venerdì 9 settembre 2016 ore 8:30-13:00 e 14:00-16:30

“L’accompagnamento alla trasformazione (morte): punti di vista ed esperienze a confronto”.

 

Scarica il programma

 

Per l'accreditamento è possibile contattare:

Segreteria Organizzativa:

Tonello Simonetta

Ufficio Segreteria

Casa Albergo per Anziani

Via del Santuario n.31 45026 - Lendinara (RO)

Tel. 0425 641015-600370 - Fax 0425 604336

www.casalendinara.it

info@casalendinara.it - info.caa@ronepec.it

 

Meeting Biennale CBA Group

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ANASTE sarà presente al Meeting Biennale CBA Group in programma venerdì 30 settembre presso Villa Fenaroli a Rezzato (BS), una coinvolgente tavola rotonda alla quale il Presidente Nazionale interverrà in qualità di relatore, sul tema: “La terza età digitale. Facilitare l’accesso e le relazioni tecnologiche nel sistema socio–sanitario”.
Il dibattito sarà moderato da una giornalista Rai, le tematiche affrontate saranno di importanza strategica nel socio-sanitario con relatori di spicco.

Alla tavola rotonda prenderanno parte anche i Presidenti di ANSDIPP, ANOSS, UNEBA, oltre al Prof. Francesco Longo, Università Bocconi - Dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico, al Prof. Fabio Casati, Università degli Studi di Trento- Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'Informazione e all’Ing. Giovanni Manca, Presidente ANORC ed esperto in digitalizzazione.
Per maggiori informazioni www.cba.it/meeting .

Caterina Bonalanza
Comunicazione e Marketing

T. 0464 - 491600 interno #279
F. 0464 - 412299
caterina.bonalanza@cba.it

CBA Group
Viale Trento 56, 38068 Rovereto (TN) - www.cba.it



 

Indice prezzi al consumo FOI e adeguamento TFR - giugno 2016

L'indice misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un paniere di beni e servizi rappresentativi di tutti quelli destinati al consumo finale delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente, ed è usato per adeguare periodicamente i valori monetari, come gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato, ed il trattamento di fine rapporto (TFR).  AGGIORNAMENTO Giugno 2016 (Comunicato ISTAT 13/07/2016).

Nel mese di giugno 2016, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, si attesta sul valore di 99,9, aumentando dello 0,2 rispetto al mese precedente e diminuendo dello 0,3 rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente.

 Di conseguenza, il coefficiente per rivalutare il trattamento di fine rapporto (TFR) accantonato al 31 maggio 2016, spettante ad un dipendente che cessa il proprio rapporto di lavoro nel periodo che va dal 15/06/2016 al 14/07/2016 è pari a 0,750000%.

L’Indice FOI è utilizzato prevalentemente per la rivalutazione deltrattamento di fine rapporto e per la rivalutazione dei canoni di locazione immobiliare. Si forniscono di seguito alcuni ulteriori dettagli ed esempi di calcolo, rinviando per tutti gli indicatori economici, i tassi di interesse ed i costi di costruzione oggetto di verifica da parte di Legislazione Tecnica, con le serie storiche e le modalità di calcolo, alla pagina Indici, tassi e costi di costruzione.

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
Ai sensi dell’articolo 2120 del Codice civile, comma 4, il trattamento di fine rapporto “con esclusione della quota maturata nell'anno, è incrementato, su base composta, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di untasso costituito dall'1,5 per cento in misura fissa e dal 75 per cento dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall'ISTAT, rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente”. Il successivo comma 5 prevede altresì, che “ai fini della applicazione del tasso di rivalutazione di cui al comma precedente per frazioni di anno, l'incremento dell'indice ISTAT è quello risultante nel mese di cessazione del rapporto di lavoro rispetto a quello di dicembre dell'anno precedente. Le frazioni di mese uguali o superiori a quindici giorni si computano come mese intero”.
In pratica, il calcolo si effettua ricavando il 75% dell’incremento dell’indice del mese di riferimento rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente, e sommando a questo valore un coefficiente pari a 0,125 per ciascun mese (1,50 / 12). A maggiore chiarezza si fornisce un esempio di calcolo. Nel caso in cui non vi sia incremento nell’indice Istat, o addirittura vi sia un decremento, la relativa componente verrà considerata pari a zero, e si farà quindi riferimento solo alla parte fissa

Esempio di calcolo (dati fittizi)

1

Importo TRF accantonato al dicembre dell’anno precedente

10.000 Euro

2

Mese di cessazione del rapporto di lavoro

Maggio

3

Indice FOI mese di cessazione

105,00

4

Indice FOI mese dicembre dell’anno precedente

102,00

5

Incremento percentuale
(riga 3 / riga 4 - 1 x 100)

2,941176%

6

75% incremento percentuale
(riga 5 x 0,75)

2,205882%

7

Coefficiente fisso
(0,125 x 5)

0,60

8

Coefficiente di rivalutazione TFR
(riga 6 + riga 7)

2,805882%

9

Importo TFR rivalutato
(riga 1 x riga 8)

10.280,59 Euro

CANONI DI LOCAZIONE IMMOBILIARE
In seguito all’abrogazione parziale dell’articolo 24 della L. 392/1978, ad opera della L. 431/1998, nei contratti di locazione ad uso abitativo cosiddetti “liberi” (di cui all’art. 2, comma 1, della medesima L. 431/1998, di durata non inferiore a quattro anni, decorsi i quali i contratti sono rinnovati per un periodo di quattro anni - i cosiddetti “4+4”),  le modalità e la misura per definire l’aggiornamento del canone sono rimesse alla libera contrattazione tra le parti.
In linea generale, la maggior parte dei contratti prevede che l'aggiornamento avvenga di anno in anno,automaticamente (senza cioè che il locatore debba farne espressa richiesta al conduttore con lettera raccomandata, PEC o altra forma),  necessità di richiesta con raccomandata o altro), in misura pari al 100% dell'incremento dell’indice Istat.
L’art. 14 della L. 392/1978, che prevede invece l’aggiornamento in misura pari al 75% dell’incremento dell’Indice Istat FOI rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente, rimane il riferimento per i contratti di locazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Quanto infine alle locazioni di immobili ad uso diverso da quello abitativo (la cui durata minima è stabilita dall’art. 27 della L. 392/1978), valgono per l’aggiornamento del canone le stesse considerazioni formulate a proposito dei contratti abitativi “liberi”.

Esempio di calcolo (dati fittizi)

1

Canone di locazione mensile

1.000 Euro

2

Indice FOI mese di corresponsione del canone

109,00

3

Indice FOI corrispondente mese dell’anno precedente

107,00

4

Incremento percentuale
(riga 2 / riga 3 - 1 x 100)

1,87%

5

Canone rivalutato al 100%
(riga 1 x riga 4)

1.018,70 Euro

6

75% incremento percentuale
(riga 4 x 0,75)

1,40%

7

Canone rivalutato al 75%
(riga 1 x riga 6)

1.014 Euro

 

Fonte: Legislazione Tecnica

Residenze Sanitarie Assistenziali: urgente un intervento politico

Lo stato di bisogno dell’anziano come condizione di non autosufficienza, “esigenza di bilancio ed effettività dei diritti fondamentali” tra prassi-teoria e teoria-prassi.

Pubblichiamo l’articolo inviato dal nostro associato Vincenzo Latini della Struttura Santa Rufina di Rieti, a firma della dott.ssa Gianina Zurca.

Articolo Pianeta Salute Giugno 2016

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità
ha da tempo chiarito che la salute non
va più considerata semplicemente
come assenza di malattia, ma è da intendersi più
correttamente come un stato di benessere complessivo
(a livello fisico, psicologico e sociale).
L’Italia si colloca ai primi posti fra i paesi con il
più alto tasso di popolazione anziana e fra non
molto occuperà il primo posto nella graduatoria
delle nazioni per densità di anziani ultrasettantacinquenni,
ad oggi pari al 17% sul totale degli
abitanti. Quest’evento epocale mette in discussione
i “farraginosi” culturali e le politiche previdenziali
e assistenziali fino ad oggi vigenti, comportando
notevoli trasformazioni sia sul piano organizzativo,
individuale e collettivo, sia su quello
economico e sociale, relativo ciò all’aumento del
numero dei non lavoratori e al mancato ricambio
generazionale.
Lo stato di bisogno dell’anziano come condizione
di non autosufficienza, “esigenza di
bilancio ed effettività dei diritti fondamentali”
tra prassi-teoria e teoria-prassi.
La condizione dell’anziano è oggetto di particolare
attenzione nella legge 328/2000” Legge
quadro per la realizzazione del sistema integrato
di interventi e servizi sociali”. Ad essa sono dedicate
specifiche disposizioni dotate di sicura rilevanza:
esse sono l’art.15, l’art.16, comma 3, lett.
d) ed e), l’art.22, comma 2, lett.g).
Cito l’art. 6, comma 4 legge 328 “Per i soggetti
per i quali si renda necessario il ricovero
stabile presso strutture residenziali, il comune
nel quale essi hanno la residenza prima di ricovero,
previamente informato, assume gli obblighi
connessi all’eventuale integrazione economica”.
Dunque, la legge esiste e tutela tutti, specialmente
chi soffre, il malato, l’anziano e il marginalizzato,
in un’ottica lungimirante e lucida. L’azione
solidaristica sia pubblica che privata viene considerata
un valore e i comportamenti ad essa correlati
godono di una legittimazione sociale ampia
e crescente.
Le politiche sociali sono fondamentali in una
società sia per rimuovere gli ostacoli che una
persona incontra nel corso della sua vita, sia per
promuovere e prevenire il benessere della cittadinanza
e non ultimo aspetto serve per sapere organizzare
e gestire le risorse territoriali. Secondo
una ricerca, a modificare in maniera rilevante la
normativa è il nuovo sistema di calcolo dell’ISEE,
che include nel reddito tutti i famigliari andi
che non conviventi provocando effetti negativi,
infatti le famiglie sono obbligate a contribuire
al pagamento della rette o a riportare l’anziano
non autosufficiente a casa, perché in molti casi
il Comune di residenza dell’ anziano ricoverato
- Servizio Politiche sociali comunica: ”la decisione
di interrompere il versamento diretto della di
competenza – integrazione della retta di ricovero-
alle strutture, con decisione di corrispondere
(l’esiguo) contributo direttamente agli anziani”.
In questo contesto il Comune con le sue scelte di
indirizzo, diventa un vero banco di prova delle
esigenze di bilancio.
Sulla base delle indicazioni contenute nel piano
di zona (legge 328/2000), quale strumento di
programmazione locale della organizzazione e
della gestione del servizio, risulta cruciale il ruolo
del Comune. Questa rappresenta, anche in linea
con il principio di sussidiarietà verticale, l’ente
pubblico competente ad attuare l’intervento di
sostegno alla persona vecchia e alla sua famiglia.
D’altra parte è l’art. 6 legge n.328/2000 ad
attribuire al Comune un ruolo determinante nella
costruzione del sistema integrato, tant’è vero che
la norma lo candida ad essere l’ente di governo
chiamato ad erogare la prestazione socio-assistenziale.
È il Comune, in altri termini, a erogare
le prestazioni sociali, perché essendo il livello di
governo più prossimo, è più idoneo a valutare in
concreto, la realtà particolare del proprio territorio.
Nel corso degli ultimi anni, sono stati numerosi
i tagli all’assistenza agli anziani ospiti delle
Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) i più
bisognosi di cure mediche e sociale, dove la figura
del medico, dell’infermiera, OSS, terapista
occupazionale, fisioterapista, volontariato, parroco,
famiglie, assistente sociale, amministrazione
e tutti gli altri operatori sono importantissime per
creare il bene comune, l’ efficacia e l’efficienza.
Insomma un concetto particolare di salute riletta
con le parole di Illich come:” Una risposta autonoma
e vitale ad una realtà vissuta … una capacità
di adattarsi al mutare degli ambienti, di crescere
e d’invecchiare” .
La caratteristica di queste Strutture
Assistenziali Sanitarie, è un’accentuata componente
sanitaria, posto che accolgono soggetti non
autosufficienti che necessitano di cure mediche
e di assistenza sanitaria costanti. Per questa ragione,
oltre le prestazioni strettamente sociali,
tesaeper lo più a favorire l’inserimento sociale e
le esperienze di socializzazione, attraverso la permanenza
stabile nella struttura e dunque tramite il
supporto garantito da personale specializzato, le
RSA mettono a disposizione delle persone una
vasta gamma di attività tipicamente riconducibili
all’ assistenza medica, infermieristica, etc.
Si evidenzia che per le Residenze Sanitarie
Assistenziali, questa determinazione concerne
servizi essenziali, compresi nei Livelli
Essenziali Assistenziali, erogati dalle (RSA)-
Residenze Sanitarie Assistenziali in regime
di Accreditamento con il Sistema Sanitario
Nazionale (S.S.N), e che per accedere alle
Strutture residenziali sanitarie ci vuole la valutazione
del paziente da parte di un equipe multidisciplinare
formata da diverse figure professionali
dell’Azienda Sanitaria Locale, dunque
uno dei requisiti più importanti è la richiesta
da parte del “malato” (con l’aiuto del medico
di base) all’Azienda Sanitaria Locale con successiva
valutazione dell’equipe multidisciplinare.
È di fondamentale importanza precisare
che l’assistenza agli anziani non autosufficienti
ha un costo elevato se ben fatta e portata avanti
in strutture accreditate, perché prevede la presenza
di diversi operatori e rappresenta anche
una risorsa per la Comunità, perché i ricoveri
impropri negli ospedali hanno costi superiori
a quelli di una RSA. I costi si abbassano se
si decide di rivolgersi a strutture non autorizzate,
un esempio, il ruolo delle Case-Famiglia
che non sono strutture residenziali controllate
dalla ASL o dal Comune, ma abitazioni senza
obbligo di comunicare l’inizio dell’attività. Le
Case-famiglia non dovrebbero ospitare persone
non autosufficienti. Attualmente le Residenze
Sanitarie Assistenziali si trovano in emergenza
e speriamo che non diventi una crisi: è difficilissimo
gestire il profilo finanziario da tutti punti
di vista, mancano i pazienti o vengono portati a
casa in condizioni critiche, famiglie che non pagano,
comuni che delegano la loro competenza
e gli operatori (che alla fine del mese devono
ricevere lo stipendio), da oltre 13 anni non vedono
aggiornate le retribuzioni, mentre nello stesso
periodo si sono susseguiti tre rinnovi contrattuali
dei dipendenti: il risultato è che le RSA si
trovano a rischio chiusura.
La storia ci insegna a riflettere su quanto sia
stato lungo ma inesorabile il cammino verso la
prospettiva del bene: per primo arrivò il diritto
alla libertà (diritto di prima generazione), poi i diritti
politici (diritti di seconda generazione), infine
i diritti sociali (diritti della terza generazione).
Tutti ci dobbiamo impegnare come una ”montagna
di pietre” nel sostenerci a vicenda, grazie alla
solidarietà, uguaglianza, dialogo sociale e alla
partecipazione come insieme di risorse abbinato
all’identità, al capitale sociale e alla cittadinanza
attiva.
Mi sorge una serie di domande: se i Comuni
non pagheranno le quote, se le famiglie per motivi
economici non riescono a sostenere la loro parte,
che succederà ai “nostri vecchi”? Chi pagherà gli
stipendi agli operatori? Che succederà alle politiche
socio sanitarie? chi appoggerà l’imprenditore
senza risorse pieno di debiti, lasciato solo con i
suoi problemi? Non si può sfuggire davanti alle
difficoltà, non si può non assumere responsabilità
davanti alla collettività, c’è necessità di una cre-
La domanda è volutamente retorica e la mia
risposta ovviamente negativa: alla drastica
definizione di Terenzio avevano già replicato
Cicerone e Seneca e credo che il compito attuale
sia fondamentalmente quello di consentire
all’anziano non solo vita dignitosa ma, e forse
soprattutto, costruirne un ruolo attivo e per tanti
versi insostituibile nella società, a prescindere da
considerazioni economiche
sulla Previdenza sociale e sui flussi generazionali
che la sostengono. E’ certamente vero che
l’incremento della aspettativa di vita pone anche
problematiche di carattere medico (insorgenza di
patologie degenerative) ma è altrettanto vero che la
persona anziana, in un sistema che inevitabilmente
prevede un pensionamento sempre più avanti
nell’arco temporale della vita, può e deve
rappresentare una risorsa familiare, in primis per
l’assistenza ai minori. C’è poi l’aspetto psicologico
legato ad un livellamento prestazionale che può far
emergere nell’animo competenze prima inespresse
per motivi di confronto, dando “vita agli anni”.
Ho apprezzato l’articolo della Dott.ssa Zurca che
ha stimolato questo mio intervento: dai tempi della
mia esperienza di Ministro della Famiglia vedo con
piacere che molte cose stanno cambiando, in termini
di consapevolezza, competenza, lucidità nella
identificazione dei problemi e programmazione
degli interventi, anche se il problema di fondo,
di natura economica, resta drammaticamente
prioritario. Parlando di anziani disabili
(ma il discorso vale per qualsiasi disabilità)
l’assistenza domestica, laddove possibile, resta
ovviamente preferibile, ma è assolutamente
essenziale poter disporre di una rete di strutture
ricettive esterne alla famiglia, che fortunatamente
esistono, ma che vengono messe in crisi profonda
per assenza di aspetti normativi, paradossalmente a
valle di leggi esistenti: faccio quindi mia la pacata
ma ferma posizione della Dott.ssa Zurca perché il
problema-anziani, in tutte le sue sfaccettature, si
possa trasformare in una opportunità importante
per il nostro Paese.
Sul tema e su quello dello scorrere del tempo per la
persona disabile avremo modo di parlare presto su
questa Rivista.
scita intelligente, sostenibile, inclusiva, di coesione
e coerenza.
Le residenze sanitarie si trovano in difficoltà
c’è bisogno di un cambiamento legislativo a livello
nazionale, di un partenariato economico,
sociale e politico.
Le raccomandazioni 2006/962/CE del
Parlamento e del Consiglio del 18 dicembre
2006, relative a competenze- chiave per l’apprendimento
permanente, prevede anche “Senso
di iniziativa e di imprenditorialità”, il che significa
saper tradurre le idee in azione. In ciò rientrano
la creatività, l’innovazione e l’assunzione
di rischi, come anche la capacità di pianificare e
di gestire progetti per raggiungere obiettivi, in altre
parole capacità, competenza ed esperienza ad
affrontare questa situazione di emergenza prima
che diventi “crisi della persona vecchia” e che
finisca per influenzare negativamente il benessere
psico-somatico e sociale anche della famiglia.
La dignità umana è inderogabile e intoccabile
e c’è quindi necessità assoluta di responsabilità,
in senso economico, politico e sociale, e da
Operatrice del settore posso solo auspicare che si
arrivi ad attivare e coinvolgere tutta la collettività,
a formare la motivazione e la stessa percezione
diffusa dell’agire sociale, in un’epoca sempre più
bisognosa di “ecologia”: umana, sociale ed ambientale.

RICORSO AL TAR: ANASTE e altri ricoveri privati contro la Regione Emilia Romagna

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ANASTE Emilia Romagna e tredici cliniche di Bologna, Modena, Rimini e Ferrara hanno presentato un ricorso urgente al Tar per chiedere di sospendere immediatamente, e in seconda battuta di annullare, la delibera del 29 febbraio scorso con cui la Regione Emilia Romagna ha fissato le nuove tariffe per le prestazioni e, soprattutto, la determinazione della quota a carico del Fondo regionale per la non autosufficienza.

Queste nuove regole sono irragionevoli, contraddittorie e ingiustamente discriminatorie, dei soggetti privati a vantaggio di quelli pubblici.

La Regione, nel definire le tariffe, ha stabilito, una peculiare e specifica maggiorazione tariffaria per i soggetti gestori pubblici sulla base di tre presupposti: l'applicazione del contratto nazionale enti locali, il maggior costo per le sostituzioni (maternità e malattia) e l'applicazione di un regime fiscale Irap più oneroso rispetto ai privati.

Ma questa scelta penalizza pesantemente le strutture private accreditate e quindi, in ultima istanza, gli stessi cittadini fruitori di un servizio indispensabile e di alto livello qualitativo, quale è quello fornito appunto dai gestori privati.

Fonte: Resto del Carlino del 30 giugno 2016

La provincia di Alessandria all'avanguardia nella cura dell'incontinenza femminile

Dodero.jpgRiprendiamo e pubblichiamo:


Alessandria – Anaste (Associazione nazionale strutture terza età) ha deciso di finanziare parte del progetto pilota messo a punto dal professor Danilo Dodero, primario ginecologo dell’Asl 4 di Savona, per la cura ambulatoriale dell’incontinenza grave nell’anziano (in particolare donna) che colpisce il 10% della popolazione femminile. Il professor Dodero è titolare di un brevetto olandese (in Italia) che permette la guarigione con l’applicazione di particolari polimeri. Il processo in via di sperimentazione, ma già approvato dalle autorità competenti, sarà provato su larga scala con il concorso delle associazioni di categoria. Per il Piemonte la terapia sarà realizzata nelle due strutture di Giarole e Ticineto, già all’avanguardia per quanto riguarda il settore dell’assistenza agli anziani. Anaste pagherà tre dei dieci interventi previsti dal programma che prenderà il via entro l’estate.

 

fonte: http://www.alessandriaoggi.info/index.php?option=com_k2&view=item&id=4186

Apprezzamento da parte di Fabio Roversi Monaco

Fabio Roversi Monaco, Presidente di Genus Bononie - Musei nella città, ha espresso il suo apprezzamento inviando una comunicazione alla sede Nazionale, ringraziando per il patrocinio concesso all'iniziativà, di grande successo anche uest'anno con oltre 50.000 visitatori e il coinvolgimento di 4 premi Nobel.

ANASTE, insieme a ECHO e FederSalute sostengono la cultura dell'informazione scientifica per un miglioramento della qualità della vita di tutta l'umanità.

 

patrocinio festival

 

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