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Una vera zona protetta per l’Alzheimer: Residenza Alzheimer non ti scordar di me a Orvieto

A pochi chilometri da Orvieto sorge un centro di eccellenza associato Anaste per l’assistenza ai malati di Alzheimer: la residenza “Non ti scordar di me“. Una struttura immersa nel verde che ospita 48 pazienti seguiti da 50 operatori specializzati, una vera “oasi protetta per l’Alzheimer”. La signora Vera Benella, Amministratrice del centro, ci racconta come il progetto per realizzare questo complesso sia nato da una precedente esperienza di assistenza agli anziani in casa di riposo. Alcuni anziani ospiti venivano colpiti da questa particolare forma di demenza, per la quale erano necessari una struttura adeguata e dei servizi specifici, per poter garantire una corretta assistenza. Insieme all’università di Perugia, nell’anno 2000, è stato così sviluppato un progetto finalizzato all’assistenza dei pazienti affetti da Alzheimer: “La residenza non ti scordar di me”.

La struttura e lo staff sono stati attentamente selezionati e preparati per le esigenze assistenziali che questo tipo di patologia richiede. Lo staff è infatti l’elemento fondamentale e distintivo per questo tipo di assistenza. La dottoressa Lucilla Parnetti, docente del Dipartimento di neuroscienze dell’università di Perugia e direttrice sanitaria della struttura, ha collaborato alla realizzazione del progetto e dall’inizio ha impostato un programma di formazione specifica continua.

Vengono effettuati corsi ai nuovi assunti, prima dell’inserimento in servizio, e la formazione continua con corsi ogni tre settimane per tutto l’organico. Tutta l’equipe, dagli addetti alle pulizie ai medici, necessita infatti di costante formazione e aggiornamento per assistere ed interagire con questo tipo di ospiti. Il paziente affetto da Alzheimer va stimolato con grande cautela poiché è molto sensibile e reattivo ai comportamenti di chi lo supporta e all’ ambiente circostante. L’ambiente e le persone al suo interno sono, quindi, elementi fondamentali per il benessere di questi malati; in questa struttura pazienti neo-ricoverati riescono in breve tempo a ridurre ed in qualche caso ad eliminare le terapie farmacologiche, dimostrando l’efficacia terapeutica di un luogo adatto e predisposto per accoglierli.

L’ingresso della struttura

L’importanza che la struttura “non ti scordar di me” dà allo studio e alla sensibilizzazione pubblica su questa patologia si sviluppa anche nella collaborazione con l’associazione Alzheimer Italia, con l’organizzazione congiunta di importanti eventi a livello nazionale, sia per l’aggiornamento che per il coinvolgimento sociale. La struttura offre ai suoi ospiti il meglio sotto ogni aspetto, sono presenti una palestra interna ed una esterna per la fisioterapia, una veranda/ giardino d’inverno utile nelle stagioni più fredde, ed una cucina interna che prepara pasti personalizzati ogni giorno.

La signora Benella ci informa, tuttavia, che al momento all’interno di questa eccellenza i posti pubblici non sono disponibili, rendendo il servizio accessibile solo ai privati con ingenti disponibilità economiche. L’Asl di appartenenza della Regione Umbria, per insufficienza di fondi, ha bloccato i ricoveri presso l’Istituto, e, ci spiega l’Amministratrice: “L’Asl non ha i soldi per pagare il servizio, perciò, non permette alle persone che fanno domanda di essere accolte. Abbiamo più del 50% dei pazienti provenienti da altre regioni, offriamo un servizio a tutta l’Italia per una patologia delicata, ma chiudendo l’accesso stanno obbligando le famiglie, che non hanno le risorse economiche sufficienti per un ricovero privato, a tenere i malati a casa. Questo danneggia prima di tutto il paziente, che non riceve le cure adeguate a cui avrebbe diritto”. Conclude: “Ci dispiace vedere, anche, come il Fondo per l’Alzheimer e la demenza, creato per far fronte all’esigenza che colpisce 2 milioni di italiani, presentato dal dottore Nicola Vanacore, responsabile dell’Osservatorio demenze dell’Iss, non ci abbia considerato, ma abbia incluso solo realtà pubbliche. Siamo partner del servizio nazionale ed eroghiamo un servizio pubblico di assistenza Alzheimer specializzato da più di 20 anni, con passione e professionalità, dovremmo pertanto essere inclusi”.

Speriamo che le Istituzioni possano riconsiderare la destinazione dei fondi e sostenere realtà consolidate del territorio già afflitte da tariffe anacronistiche e costi di gestione sempre più elevati, nell’ottica di garantire ai pazienti con demenza i più qualificati trattamenti disponibili.  

Una veduta aerea della residenza alzheimer “Non ti scordar di me”
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