VII Congresso Nazionale della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute, 30 novembre - 1 dicembre 2018, Palacongressi di Rimini

foto_congresso_2.jpgLa Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute è l’organismo nazionale di Senior Italia FederAnziani che riunisce medici e pazienti allo scopo di individuare insieme le criticità del Servizio Sanitario Nazionale e promuovere soluzioni concrete e proposte utili alle Istituzioni per un’evoluzione del Sistema Sanitario a misura di terza età. 

 

Tra il 30 novembre e il 1 dicembre 2018, presso il Palacongressi di Rimini, si terrà il VII Congresso Nazionale della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute; nell’ambito dei lavori del Dipartimento INCONTINENZA, ci sarà la partecipazione del Presidnete Nazionale Alberto De Santis, a rappresentare le esperienze e il punto di vista della categoria di imprese associate ad ANASTE.

 

 

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<< Il continuo progresso, gli sviluppi socio-economici e la diffusione massiva delle nuove tecnologie hanno avuto evidenti ripercussioni sul benessere della popolazione italiana in tutte le età. Ne è conseguito un forte impatto non solo sulla qualità ma anche sulla durata della vita. La popolazione mondiale dei paesi industrializzati occidentali è divenuta progressivamente più longeva e sempre più “senior”. I dati ISTAT ci confermano come il numero di over 65 nel 2017 era di 13,5 milioni, pari al 22,3% della popolazione, gli over 80 oltre 4 milioni, pari al 6,8%. Si stima che entro il 2045 gli over 65 saranno circa il 33,5%, un dato più che raddoppiato rispetto a quello attuale. Tale cambiamento demografico porta con sé diversi aspetti negativi correlati all’emergere di nuove patologie ed all’aumento dell’incidenza di quelle storicamente e paradossalmente legate al miglioramento delle condizioni socio-economiche. Sta nascendo, infatti, una nuova figura di anziano e di anziano fragile. Si sta evolvendo il tradizionale concetto di malattia e sta cambiando drasticamente l’incidenza delle patologie dell’anziano, con il risultato di una figura sempre più complessa di malato che necessita di un approccio multidisciplinare che sia in grado di valutare il paziente in modo olistico e non più settoriale.

È bene notare come circa un anziano su due soffre di almeno una malattia cronica grave o è multicronico, con quote tra gli ultraottantenni rispettivamente di 59,0% e 64,0%.

Le modifiche demografiche incidono pesantemente nel determinare i bisogni sanitari ed è per questo motivo che un attento studio epidemiologico delle malattie croniche dell’anziano rappresenta il punto di partenza imprescindibile per comprendere la reale sostenibilità di un sistema sanitario nazionale sotto stress.

In quest’ottica è evidente come l’attuale scenario assistenziale sia chiamato ad adattarsi e diventare più plastico, in grado di destinare risorse umane e strategiche alla prevenzione primaria. La sfida che tutti i servizi sanitari del mondo si trovano a dover affrontare per garantire la sostenibilità futura è grande ed è quella di prevenire l’insorgenza di malattie nei soggetti sani, di accompagnare le persone alla terza e quarta età, più in salute possibile.

Eliminare i fattori di rischio riconosciuti per le diverse patologie, educare la popolazione anziana e guidarla negli screening necessari è un dovere che garantirà alle future generazioni di poter accedere ai servizi sanitari. Siamo ad un punto di svolta, dobbiamo comprendere il percorso evolutivo delle patologie, identificare i soggetti fragili con la consapevolezza di dover affrontare non una sola malattia, ma un pool di entità che colpiscono organi e sistemi con un impatto devastante sulla qualità della vita delle persone.

È chiaro, quindi, quanto siano importanti i dati che emergono dalle diverse indagini epidemiologiche realizzate nel corso degli anni dagli organi governativi e non, che mostrano spesso una disparità dalla real life in termini di numeri e percentuali che, se pur minime, sono in realtà quantità enormi quando si guarda ai parametri di invecchiamento della popolazione. Dai primi dati raccolti da Senior Italia FederAnziani emergono segnali importanti, un esempio su tutti è l’incidenza di fibrillazione atriale (tra le aritmie a più alta incidenza nella popolazione anziana) di circa il 6,8% a fronte di una media nazionale riportata dell’1,85% che sebbene non appaia particolarmente significativa in realtà è sinonimo di centinaia di migliaia di pazienti. Inoltre, questi dati si avviano a duplicare entro il 2045 in assenza di interventi decisi e mirati.

Senior Italia FederAnziani vuole farsi promotrice di un’alleanza tra i pazienti, i medici e le istituzioni, che sono gli attori principali del cambiamento. Il motto deve essere “Prevenire è meglio che curare e costa meno!” Diffondere e incentivare la prevenzione comporta certamente una minore spesa sanitaria non solo in termini di prestazioni delle acuzie ma anche e soprattutto della gestione cronica e riabilitativa. >>