Spending review, servizi ospedalieri a rischio. 56mila ricoveri in meno

Spending review, servizi ospedalieri a rischio. 56mila ricoveri in meno

Con la spending review, i tagli ammontano a 22 miliardi di euro, comprese le manovre precedenti, con la conseguenza che «il rischio che il Ssn possa chiudere i battenti diventa una certezza». Forti preoccupazioni per l'erogazione dei servizi ospedalieri dai tagli ai posti letto.

Altro che revisione della spesa, il provvedimento a firma del Governo Monti è in continuità con la politica degli anni precedenti dei tagli lineari. Sono concordi i sindacati della sanità sulla spending review ed evidenziano che i tagli in totale, con le manovre precedenti, ammontano a 22 miliardi di euro, con la conseguenza, rileva l’Anaao Assomed, che «il rischio che il Ssn possa chiudere i battenti diventa una certezza». «In mancanza dei necessari finanziamenti» avverte il sindacato «non sarà più possibile garantire un livello adeguato di prestazioni sanitarie per qualità e sicurezza con buona pace delle liste di attesa e dei pronto soccorso sovraffollati». In particolare a preoccupare è «l’eventuale riduzione di circa 27.000 posti letto, che si sommano ai 45.000 già eliminati negli ultimi dieci anni: la misura relegherebbe l’Italia molto al di sotto della media degli altri Paesi europei». Per questo «i medici e i dirigenti del Ssn non si renderanno complici di una manovra regressiva e inutile, ma reagiranno con iniziative di protesta fino alla manifestazione nazionale a Roma il 27 ottobre». Preoccupazione per l’assistenza ospedaliera anche dalla Fiaso: «Con il taglio dei posti letto» spiega il presidente Giovanni Monchiero «ci saranno difficoltà nell'erogare i servizi. La chiusura dei piccoli ospedali poteva essere un'operazione tendenzialmente utile, ma l'ulteriore taglio dei letti, invece, fa pensare, perché la nostra dotazione è  ben al di sotto di quella dei Paesi. Per altro vorrei ricordare che sempre più spesso si parla di affollamento dei reparti di emergenza urgenza proprio perché mancano i posti per il ricovero». Conseguenze sui ricoveri arriveranno anche dal taglio del 2% di prestazioni ospedaliere e ambulatoriali erogate dalle strutture sanitarie private convenzionate: «Il Ssn assicura i livelli essenziali di assistenza utilizzando istituti ospedalieri pubblici e privati» spiega Gabriele Pelissero, presidente dell'Aiop. «Nel 2010 il pubblico ha effettuato 8,4 milioni di ricoveri e i privati 2,7 milioni (pari al 24,7%, con un costo nel 2010 del 15% della spesa sanitaria complessiva). Se questa attività fosse tagliata del 2%, si avrebbero in un anno quasi 56mila ricoveri in meno». Per altro, aggiunge, «la spesa ospedaliera aumenterebbe subito dello 0,6%, pari a un aggravio di 54 euro per le finanze pubbliche. Analogo fenomeno si avrebbe per la spesa ambulatoriale».

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