Manovra 2027: RSA e non autosufficienza

Manovra 2027 non autosufficienza, anziani non autosufficienti in una RSA accreditata ANASTE

Nella Manovra 2027 non autosufficienza e RSA restano senza risorse dedicate: il Fondo Sanitario Nazionale aumenta di 3,37 miliardi, ma nessuna quota è destinata all’assistenza agli anziani non autosufficienti. È ladenuncia di Sebastiano Capurso,Presidente nazionale di ANASTE, l’Associazione che rappresenta oltre 400 strutture residenziali accreditate.

“Il dibattito sulla manovra si concentra su ospedali, Pronto soccorso e farmaci. Sono temi importanti, ma lasciano in ombra milioni di anziani fragili e le loro famiglie”, dichiara Capurso. “Le RSA sono un pezzo essenziale del Servizio sanitario, eppure anche quest’anno restano escluse dalle priorità. Ci sono 250.000 anziani non autosufficienti in lista d’attesa per un posto in RSA: chiediamo che siano ascoltati.

Manovra 2027 Non Autosufficienza

Secondol’analisi della Fondazione GIMBE, nel 2027 il Fondo cresce del 2,36%, ma solo 2,37 miliardi sono risorse nuove. Nel 2028 e nel 2029 l’aumento scende sotto l’1% e il rapporto con il PIL cala dal 6,14% al 5,87%. Il divario tra risorse e spesa prevista è stimato in 25,8 miliardi in tre anni. Alle Regioni restano appena 138 milioni liberamente utilizzabili nel 2027, con l’inflazione al 5,4%.

“Gli aumenti coprono costi già esistenti: tariffe dei ricoveri ospedalieri, indennità del Pronto soccorso, tetti per farmaci e dispositivi. Ogni voce ha una sua ragione, ma nessuna riguarda la residenzialità sociosanitaria”, osserva Sebastiano Capurso. “La quota sanitaria delle RSA passa dai bilanci regionali. Con margini così ridotti, adeguare le tariffe al costo reale dell’assistenza resta di fatto impossibile, mentre l’aumento dei posti letto, necessario a coprire le enormi carenze del nostro paese, resta lontanissimo”.

ANASTE condivide la denuncia del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, la coalizione di 60 organizzazioni di cui fa parte, in quanto la manovra non accoglie nessuna delle sue proposte: accesso semplificato ai sostegni, nuova assistenza domiciliare, rafforzamento della residenzialità, revisione della Prestazione Universale.

Per avviarle sarebbero bastati 500 milioni nel 2027. “Parliamo di 10 milioni di persone tra anziani, familiari e operatori”, sottolinea il Presidente. “Senza un intervento concreto, il carico continuerà a ricadere sul tempo, sul lavoro e sui risparmi delle famiglie”.

Il voucher sanitario da 300 euro per gli over 75 vale invece 1,645 miliardi, oltre tr volte quanto chiesto dal Patto. “Un contributo una tantum che non assiste nessuno”, afferma Capurso. “Con quelle risorse si poteva iniziare a costruire una rete stabile di servizi residenziali e domiciliari”.

Pesano anche le tariffe ferme e il nodo del personale. “La manovra aggiorna le tariffe ospedaliere, ma nulla è previsto per le prestazioni residenziali. Senza adeguamenti, il costo delle rette ricadrà sulle famiglie”, spiega il Presidente Capurso. “Le nuove indennità riguardano solo il personale ospedaliero.

Infermieri e operatori delle RSA lavorano per conto del SSN, ma restano esclusi. E la carenza di professionisti è già oggi il primo ostacolo all’apertura di nuovi posti”. Quanto
all’aumento del limite di spesa per il privato accreditato, stimato in 365 milioni l’anno, utilizza risorse già stanziate: ANASTE chiede che possa essere destinato anche all’assistenza residenziale sociosanitaria.

ANASTE chiede quindi al Parlamento quattro correzioni:

  • trovare i500 milioniper il 2027 come primo passo di un piano pluriennale;
  • vincolare una quota del Fondo alla residenzialità sociosanitaria, adeguando le tariffe ai costi reali come prevede una normativa da tempo disattesa;
  • estendere al personale delle RSA le misure per attrarre e trattenere i professionisti, adeguando le tariffe ai rinnovi dei CCNL;
  • riorientare parte del voucher verso servizi di assistenza continuativa.

L’invecchiamento della popolazione è il dato più certo della nostra demografia. Rinviare ancora la riforma prevista dalla Legge 33/2023 significa scaricare su famiglie e strutture un peso che cresce ogni anno”, conclude Capurso. “Siamo pronti a collaborare con Governo e Parlamento, ma servono scelte immediate. Gli anziani non autosufficienti non possono aspettare la prossima manovra”.

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