Legge di Bilancio e sanità,ma dove andremo a finire?

Nuovo Corriere Cronache Nazionali N 76 del 18 Ottobre 2023 x 1

di Sebastiano Capurso

I 3 miliardi in più, come maggior finanziamento del Fondo sanitario nazionale, sono molto meno di quanto è stato eroso dall’inflazione nel corso del 2023. Gli ospedali e le aziende sanitarie avranno meno risorse per le spese sanitarie in senso stretto. Si pensava di poter sostenere iniziative per assistenza domiciliare, servizi riabilitativi e servizi residenziali, fornendo così fin dal 2024 le prime risposte concrete a 10 milioni di persone, anziani non autosufficienti, persone con disabilità, caregiver familiari, enti e operatori di assistenza. Niente da fare. Ma non ci si può rassegnare

È stata presentata in questi giorni la Legge di Bilancio 2024, tra straordinari annunci e squilli di fanfare. In realtà la delusione è enorme: tutte le aspettative del settore sanitario e sociosanitario sono andate completamente deluse. Infatti, i 3 miliardi in più, come maggior finanziamento del Fondo sanitario nazionale, sbandierati come straordinario impegno per il settore, sono molto meno di quanto è stato eroso dall’inflazione nel corso del 2023.

Anche gli ospedali e le aziende sanitarie, infatti, devono pagare i maggiori costi di energia elettrica, trasporti e forniture e quindi, in termini reali, avranno meno risorse per le spese sanitarie in senso stretto. Il finanziamento del Fondo sanitario nazionale quindi, in termini reali, si riduce sensibilmente, a scapito del funzionamento e della qualità dei servizi sanitari offerti ai cittadini, senza considerare che in sanità i costi aumentano comunque, di anno in anno, per l’introduzione di nuovi farmaci e di tecnologie diagnostiche e terapeutiche sempre più sofisticate e costose.

Ma il definanziamento appare ancora più intollerabile nel settore sociosanitario, a fronte delle richieste, pervenute da Associazioni di categoria – vedi lettera appello al Governo del “CIASS – Coordinamento delle associazioni datoriale del settore socio-sanitario”-, dal “Patto per un nuovo welfare”, dalla Fondazione Gimbe e da innumerevoli altri enti ed organizzazioni di cittadini, utenti e malati.

Le Associazioni avevano infatti proposto di utilizzare la Legge di Bilancio per avviare un Piano di Legislatura per attuare le riforme tracciata dalla L 33, sostenendo le iniziative per assistenza domiciliare, servizi riabilitativi e servizi residenziali, fornendo così fin dal 2024 le prime risposte concrete ai 10 milioni di persone – anziani non autosufficienti, persone con disabilità, caregiver familiari, enti e operatori di assistenza -, attraverso un finanziamento, sostenibile per le casse dello Stato, di almeno 1 miliardo e 300 milioni di euro nel 2024.

Vi doveva essere la volontà di passare dalle parole e dalle promesse ai fatti concreti, destinando le risorse economiche aggiuntive al settore sociosanitario, che si dibatte in una crisi drammatica, che mette a rischio l’assistenza e la cura di milioni di anziani.

Questa opportunità non è stata raccolta, ed il grido di aiuto del settore non è stato ascoltato. Si è preferito, al contrario, destinare miliardi alla improbabile impresa del Ponte sullo Stretto, mentre nessun ripensamento si è visto sulla destinazione delle ingenti risorse, a debito anch’esse, destinate dal PNRR ad iniziative inutili, che non potranno mai essere avviate praticamente, a causa della cronica mancanza di personale professionale (medici, infermieri ed OSS).

Il risultato è che contrarremo nuovo debito senza risolvere alcun problema, ipotecando in questo modo, con un ulteriore incremento degli interessi passivi, il bilancio dello stato per i prossimi decenni, che sarà zavorrato da ulteriori costi improduttivi.

A questo punto non resta che aspettare il colpo di grazia finale per un SSN ormai agonizzante: la legge per l’autonomia differenziata, in discussione proprio in questo periodo.

Ma noi non vogliamo rassegnarci alla fine ingloriosa di quello che era uno dei migliori sistemi sanitari nazionali del mondo, e continueremo a chiedere con forza, in tutte le sedi, quanto è giusto e necessario per salvaguardare la salute dei cittadini e la tenuta sociale di questa povera Italia.

Iscriviti alla Newsletter ANASTE

Resta al passo con le novità per le strutture della terza età.

Utilizziamo Brevo come piattaforma di marketing. Inviando questo modulo, accetti che i dati personali da te forniti vengano trasferiti a Brevo per il trattamento in conformitàall'Informativa sulla privacy di Brevo.

La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.

Ti serve aiuto?

Contattaci

Oppure chiamaci: