RSA al colasso? Il sistema delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) sta attraversando una fase di forte criticità, caratterizzata da chiusure, aumento dei costi e crescente incertezza normativa.
A tracciare il quadro è Fabio Tirelli, vicepresidente di ANASTE Piemonte, che, in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Piccolo (3 aprile 2026, Speciale Salute & Benessere), a firma di Paolo Livraghi, descrive una situazione “grave e in progressivo deterioramento”, non circoscritta ad un singolo territorio ma estesa all’intero Piemonte e, più in generale, a tutto il Paese.
Solo dall’inizio del 2026, in provincia di Alessandria, quattro case di riposo hanno già cessato l’attività. In alcuni casi non si è riusciti nemmeno a individuare un nuovo gestore. Segnali concreti di una difficoltà strutturale che non può più essere ignorata.
Un nodo giuridico sempre più urgente
A complicare ulteriormente il quadro è una questione legale in rapida evoluzione. Alcune recenti sentenze della Corte di Cassazione hanno rafforzato il principio secondo cui, in presenza di patologie come l’Alzheimer, la componente sanitaria deve prevalere su quella assistenziale.
Se da un lato questo rappresenta un riconoscimento della natura clinica di tali patologie, dall’altro genera ricadute operative pesanti per le strutture. In diverse realtà italiane si stanno moltiplicando i contenziosi: alcuni tribunali stanno dando ragione alle famiglie, richiedendo la restituzione delle rette versate.
«Se questo equilibrio salta si crea un vuoto difficile da gestire»
«Parliamo di percorsi lunghi e incerti, che non possono rappresentare una soluzione immediata».
Fabio Tirelli
Le RSA si trovano così esposte a una doppia pressione: il rischio di dover rimborsare le famiglie e l’incertezza sui tempi di eventuale compensazione da parte del Servizio Sanitario Nazionale.
I numeri crescono, le risorse no
Il contesto demografico aggrava ulteriormente la situazione. I casi di Alzheimer e patologie correlate sono in aumento costante, e il problema — sottolinea Tirelli — “non è destinato a ridursi, ma ad ampliarsi”.
Un primo segnale istituzionale
In questo scenario preoccupante arriva tuttavia un segnale positivo. Il 27 marzo 2026, per la prima volta, ANASTE è stata convocata insieme ad altre associazioni di categoria presso le istituzioni nazionali. Un incontro con l’onorevole Riccardo Molinari ha aperto uno spazio di ascolto che, secondo Tirelli, “in precedenza non c’era stato”.
L’obiettivo è costruire un confronto strutturato, con l’impegno che le istanze del settore vengano portate all’attenzione della Commissione competente.
“Abbiamo bisogno di una svolta“, conclude il vicepresidente. “Altrimenti la situazione, già molto grave, è destinata a peggiorare ulteriormente, forse in modo irreparabile”.
Consulta l’articolo intero nel Il Piccolo:

Questo articolo è tratto dal servizio giornalistico pubblicato su: Il Piccolo — Venerdì 3 aprile 2026, pag. 33 Supplemento Speciale Salute & Benessere, A firma di Paolo Livraghi (sezione RSA) e Elisa Paoloni (dati ISTAT). Il quotidiano Il Piccolo è disponibile in edicola e in edizione digitale su ilpiccolo.gelocal.it.
ANASTE ringrazia la redazione dell’Il Piccolo per l’attenzione dedicata al tema delle strutture residenziali per anziani e per aver contribuito a portare questa discussione all’attenzione dell’opinione pubblica.
