La professione di ottico a una svolta: prima barriera di controllo e difesa della visione e della salute dell’occhio

Diventano effettive le norme del Decreto 2/2018: l’ottico dovrà segnalare eventuali anomalie che richiedono un’attenzione medica. La professione dell’ottico si appresta ad assumere un ruolo più specifico nel mantenimento dell’efficienza della visione e, indirettamente, anche della salute dell’occhio, in modo particolare per la terza età.

Al termine dell’anno scolastico 2022/2023, infatti, saranno effettive le norme che stabiliscono il nuovo percorso formativo degli ottici, secondo il regolamento sull’istruzione professionale del 2018.

Una prima analisi e presentazione della nuova figura professionale è stata argomentata dall’Istituto Zaccagnini– scuola per Ottici e Optometristi con sedi principali a Bologna e Milano, che – tra i primi in Italia – ha già attivato corsi orientati alla formazione del nuovo ottico.

Gli studenti che avranno completato il biennio e il quinquennio per l’abilitazione alla professione di ottico dovranno avere una formazione avanzata, orientata ad assistere e consigliare il cliente sui prodotti migliori per la correzione del difetto visivo. Si delinea il profilo di uno specialista che deve segnalare al medico eventuali situazioni di allerta, facendo così da prima barriera di controllo e difesa della visione e della salute dell’occhio. Il “nuovo” ottico, come da decreto, è infatti chiamato anche a “segnalare all’attenzione medica eventuali condizioni del cliente che indichino anomalie degli occhi e della salute” (Competenza numero 3, Allegato M, Decreto interministeriale 92, 24 maggio 2018).

Come cambia la professione dell’ottico

Al fine di predisporre la lente o l’occhiale, l’ottico conduce una serie di interventi come misurare la vista, valutare la visione binoculare e definire i dati utili alla realizzazione del dispositivo oftalmico.

Qualora, nel corso di queste verifiche, l’ottico rilevi delle anomalie che richiedono approfondimenti, il suo compito, secondo la normativa recente, è segnalarlo al medico. In età avanzata le malattie che coinvolgono la vista e gli occhi sono diverse: alcune, se non si interviene in tempo, possono essere molto gravi. Glaucoma, retinopatia diabetica e ipertensiva, cataratta sono solo alcuni dei motivi per condurre dei controlli oculistici sistematici dopo i 60 anni.

Alcune anomalie, peraltro, non riguardano solo patologie oculari: dall’occhio, talora, è anche possibile individuare i segnali di allerta che invitano a una visita neurologica, cardiocircolatoria o in altri ambiti per i quali l’anziano, non avendo altri sintomi evidenti, non è si mai rivolto al medico competente.

Il nuovo ottico, inoltre, da un’anamnesi dei comportamenti e delle abitudini della persona è sempre di più in grado di personalizzare la lente o l’occhiale, in modo da offrire la soluzione migliore per il singolo individuo.

Si allegano di seguito anche alcuni consigli utili, in relazione alla salute dell’occhio e all’ambiente, a cura dell’Istituto Zaccagnini di Bologna.