Comunicato Stampa: L’emergenza Covid-19 e il ruolo del settore socio-sanitario

Comunicato Stampa

Pubblicato in tiratura nazionale su: La Repubblica del 18 luglio 2020, Corriere della Sera del 19 luglio 2020;
in tiratura Roma e provincia: Il Tempo del 20 luglio 2020, Metro e Metro week del 17 e 18 luglio 2020

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L’emergenza Covid-19 e il ruolo del settore socio-sanitario:
un racconto di eccellenza e un “invito” alla classe politica

 

Anaste, Associazione Nazionale Strutture per la Terza Età – affiliata a Confcommercio Imprese per l’Italia e che rap- presenta, a livello nazionale, strutture autorizzate e accreditate dai servizi socio-sanitari pubblici operanti nel settore socio-sanitario e assistenziale (di seguito, “Anaste”) – ritiene doveroso rilasciare il presente comunicato stampa, per evidenziare il ruolo svolto dalle proprie associate (Residenze Sanitarie Assistenziali, Case Residenze per Anziani e Re- sidenze Protette; di seguito, “Strutture Socio-Sanitarie”) nella gestione dell’emergenza epidemiologica Covid-19.

Preliminarmente, è opportuno evidenziare come le Strutture Socio-Sanitarie, che Anaste si onora di rappresentare, abbiano svolto un ruolo essenziale nella tutela della popolazione ospitata, caratterizzata tendenzialmente da anziani non autosufficienti, nonostante il Governo, le Regioni e gli Istituti preposti abbiano di fatto abbandonato tutto il compar- to, in detta emergenza, non dimenticando la preesistente difficoltà economica dovuta al fatto che gli importi delle rette pagate dalle ASL di tutte le Regioni sono fermi al 2012, con un’ulteriore decurtazione del 5% imposta dalla revisione della spesa pubblica (decreto legge 95 del 2012).

Numerose sono state le istanze e le richieste al Governo per avviare un confronto urgente, anche mediante l’istitu- zione di tavoli tecnici o commissioni permanenti, rimaste a tutt’oggi prive di riscontro.

E tuttavia le Strutture Socio-Sanitarie – pur avendo sofferto (inizialmente) la tardività di linee guida chiare e univoche da parte degli Enti Pubblici preposti, e in assenza (a oggi) di risorse aggiuntive da destinarsi al settore da parte del Governo – hanno condotto una battaglia, in solitaria, con risultati sorprendenti nella lotta al coronavirus e nel conteni- mento del Covid-19.

I riflettori mediatici, che inizialmente (e con una certa superficialità) hanno tacciato le Strutture Associate di respon- sabilità legate ai decessi registrati in seno alla popolazione ospitata, hanno finalmente acceso un dibattito di senso op- posto, da ritenersi fondamentale e strategico, riguardante la centralità della tutela della salute degli anziani, rientranti tra le fasce più deboli della società.

L’Italia è un Paese a scarsa natalità, ma con un elevato numero di persone anziane; solo oggi, tuttavia, si sta prenden- do coscienza delle esigenze specifiche del settore, in ragione della diffusione del coronavirus, che sfortunatamente ha avuto un impatto proprio sulle fragilità degli anziani

Tale dibattito, allo stato attuale, è rimasto relegato a un mero livello di dibattito mediatico, laddove la politica non ha ancora ideato o realizzato un compiuto programma di tutela degli anziani e di rafforzamento del settore socio-sanitario accreditato o privato, cui è delegata l’assistenza della popolazione anziana, per larga parte non autosufficiente e che non potrebbe usufruire di adeguata assistenza, se non all’interno delle Strutture Socio-Sanitarie.

Anche in tale fase di estrema criticità, difatti, tutte le predette strutture – con sforzi immani, e impiego di risorse pro- prie – hanno contribuito a contrastare la diffusione del Covid-19, limitando sensibilmente i contagi tra la popolazione e i decessi, nonostante l’incidenza del Sars-Cov-2 si sia concentrata sui pazienti con oltre 70 anni di vita.

Numerose sono le strutture su tutto il territorio nazionale che per la gestione dell’emergenza epidemiologica – pur non avendo esperienza pregressa in tal senso (o ricevuto adeguato supporto dagli Enti pubblici preposti) – hanno cre- ato “reparti Covid”, con allestimento di nuclei specifici, attivazione di procedure di isolamento e implementazione di adeguati protocolli di sicurezza, con una risposta forte e adeguata.

Nell’adottare tali misure – e contrariamente a quanto superficialmente rappresentato in determinati contesti, media- tici o politici – il settore socio-sanitario privato e accreditato ha offerto, di contro, prova di grande efficienza, dimostran- do competenza ed eccellenza nei servizi resi, anche in tale ultima, drammatica, esperienza.

Ugualmente, rispetto al tema dei decessi e alla luce dei dati raccolti a livello nazionale è opportuno chiarire come l’incidenza e la diffusione del Sars-Cov-2 è stata fortemente contrastata dalle Strutture Socio-Sanitarie, rendendo pos- sibile una scarsa incidenza del virus sui pazienti ospitati e sul personale impiegato.

È necessario e indifferibile, a questo punto, che il Governo, di intesa con le Associazioni di categoria rappresentative del settore socio-sanitario e assistenziale, istituisca una cabina di regia, che tracci le linee guida di un piano di rilancio economico e di potenziamento del settore socio-sanitario e assistenziale privato, anche in funzione di eventuali nuove ondate epidemiologiche.

Al contempo, è necessario riconoscere il ruolo impagabile svolto dagli operatori privati, accreditati e non con il Siste- ma Sanitario Nazionale, nonché del personale impiegato, che hanno dato prova di grande competenza e di coraggio nell’affrontare un nemico subdolo, quale il coronavirus, garantendo continuità assistenziale a migliaia di anziani, pur nelle difficoltà di un’emergenza inimmaginabile.

Il Presidente Prof. Alberto De Santis