Farmaci nelle RSA: lo studio ANASTE Humanitas su prescrizione e sicurezza terapeutica

La fondazione ANASTE Humanitas ha partecipato nella prima indagine nazionale sull’appropriatezza della prescrizione e della somministrazione dei farmaci nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), portata avanti dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG). I dati preliminari dello studio: “Polypharmacy appropriateness in Italian Long-Term Care Facilities: the nationwide prescription day point survey”, pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Aging Clinical and Experimental Research, hanno ottenuto ampia visibilità sui principali giornali italiani, tra cui Il Sole 24 Ore, Quotidiano Sanità, Corriere della Sera, Il Giornale e tramite i numerosi canali di informazione online e televisivi, come TGcom24ore, fanpage.it, Ok Salute, Ansa e molti altri, contribuendo a portare all’attenzione del dibattito pubblico un tema di grande rilevanza sanitaria e sociale.
L’indagine, condotta durante il Prescription Day 2024, ha coinvolto 3.400 anziani residenti in 82 RSA distribuite in 12 regioni italiane, offrendo una fotografia rappresentativa del contesto assistenziale nazionale e delle principali criticità legate alla gestione della terapia farmacologica negli anziani istituzionalizzati.
Politerapia e manipolazione dei farmaci: una criticità emergente nelle RSA
Dai risultati emerge che ogni ospite di RSA assume in media circa 8 farmaci al giorno, con una conseguente esposizione al rischio di interazioni farmacologiche potenzialmente pericolose. Accanto al tema della politerapia, la ricerca ha evidenziato una diffusa pratica di manipolazione delle forme farmaceutiche orali: circa una compressa su tre viene spezzata o triturata e oltre una capsula su quattro viene aperta per facilitarne la somministrazione a pazienti con difficoltà di deglutizione.
Nel 13% dei casi, tali manipolazioni risultano inappropriate, in particolare quando riguardano farmaci gastroresistenti o a rilascio prolungato, con possibili conseguenze in termini di riduzione dell’efficacia terapeutica, alterazione dell’assorbimento del principio attivo e aumento del rischio di eventi avversi.
Il ruolo di ANASTE Humanitas nella promozione della qualità e della sicurezza assistenziale
«La gestione del farmaco nelle RSA è un processo complesso che richiede competenze cliniche, organizzative e una costante attenzione alla sicurezza del paziente», sottolinea dott.ssa Alba Malara, presidente di Fondazione ANASTE Humanitas. «Gli ospiti delle strutture sono mediamente molto anziani, fragili e affetti da più patologie croniche, spesso con disturbi cognitivi e difficoltà di deglutizione. In questo contesto, l’appropriatezza della prescrizione e della somministrazione dei farmaci rappresenta un elemento centrale della qualità assistenziale».
GreenShift – Page-Building Gutenberg Blocks
Attraverso questa ricerca, ANASTE Humanitas conferma il proprio ruolo di riferimento nel panorama nazionale delle RSA, contribuendo al dibattito scientifico e istituzionale e promuovendo modelli assistenziali fondati sull’integrazione tra competenze cliniche, organizzative e formative.
Verso raccomandazioni nazionali condivise
La significativa attenzione mediatica riservata allo studio evidenzia l’urgenza di sviluppare raccomandazioni nazionali chiare, aggiornate e condivise sulla manipolazione dei farmaci orali, oggi affidate a strumenti non sempre omogenei. Anaste insieme ad ANASTE Humanitas continuerà a sostenere questo percorso, con l’obiettivo di rafforzare una cultura della sicurezza del farmaco a tutela degli ospiti delle RSA e dei professionisti che operano quotidianamente nelle strutture.
Consulta la ricerca: