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ultimo aggiornamento: 03/09/2010

Speciale Exposanità Bologna -Intervista al Ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio
 
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Il Presidente di Anaste è stato eletto alla guida di FEDERSALUTE Federazione di Settore della Sanità della CONFCOMMERCIO Imprese per l`Italia
 
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Speciale Pro - Pte Expò
 
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La qualificazione e riqualificazione degli operatori del settore socioassistenziale passa attraverso l`offerta di servizi formativi adeguati
 
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Numero 41- dicembre 2008

 
Lavori in corso per il rinnovo del contratto. Un atto dovuto per aziende e lavoratori, ma le posizioni sembrano ancora lontane
 
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Numero 40 - settembre 2008

 
Accreditamento: una realtà ancora troppo disomogenea
 
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Numero 39 - giugno 2008

 
Anaste e la sfida del futuro: un cammino che parte dai risultati raggiunti fino ad oggi per conquistare nuovi obiettivi
 
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Numero 38- marzo 2008

 
Gli operatori socio sanitari: una risorsa fondamentale ma mancano i corsi di formazione
 
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Numero 37- dicembre 2007

 
Domiciliarità o residenzialità? Politica e associazioni di categoria si confrontano
 
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Numero 36- Anno XIII-settembre 2007

 
Anaste Spinge lo sguardo oltre i suoi confini naturali verso il Mediterraneo, culla di civiltà, sintesi di storia e di culture per unire il Vecchio e il Nuovo, l`Europa e l`Africa
 
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Numero 35 - giugno 2007

 
La Sfida della formazione: nasce Anaste Campus
 
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Numero 34 - marzo 2007

 
Anziani: Luzzati li vede così
 
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Numero 33 - dicembre 2006

 
Viviamo più a lungo, ma chi si prenderà cura di noi? Quali figli? Quali infermieri? Quale sanità? E con quali risorse? Le grandi sfide del nostro tempo
 
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Numero 31 - giugno 2006

 
Architettura e design, con amore e fantasia per il benessere dell`ospite
 
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Numero 32-Anno XII-settembre 2006

 
vivere più a lungo e vivere meglio: Anaste si prepara alle sfide del futuro nella società del benessere
 
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Numero 30-Anno XII-marzo 2006

 
Telemedicina, audiolibri, digitale: una tecnologia sempre più amica al servizio dell`anziano e di chi lo assiste
 
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numero 29-AnnoX-gennaio 2006

 



News  

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VENETO: centri servizi per anziani in zona montana   15/02/2010

Con il provvedimento n. 78 del 19/01/2010 approvato dalla Giunta veneta su proposta dell’Assessore alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, è stata decisa la sperimentazione di nuovi modelli organizzativi nelle strutture residenziali per anziani non autosufficienti ubicati in zona montana che hanno di solito capacità ricettiva inferiore a 60 posti letto, per mantenerli in attività e permetterne il miglior funzionamento.
“Con ciò, ha precisato l’Assessore, salvaguardiamo l’indispensabile attività di questi centri ed evitiamo una penalizzazione inaccettabile e discriminatoria per la gente anziana che vive in queste numerose zone della nostra regione, dal bellunese al veronese, dal vicentino al trevigiano. Il mantenimento di questi servizi essenziali in territori, la cui accessibilità è più complicata che in altre parti del territorio, diventa un valore e un dovere ineludibile per la loro sopravvivenza sociale ed economica”.

Valdegamberi ha spiegato che l’applicazione letterale della legge regionale n. 22 del 2002 (autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie, sociali e sociosanitarie) e le successive deliberazioni regionali che hanno stabilito i requisiti minimi organizzativi e operativi tra cui una capacità ricettiva superiore ai 60 posti letto, avrebbe comportato nelle zone di montagna il rischio di penalizzare l’attività dei centri di servizio. “Per assicurare realmente l’uniformità e omogeneità della qualità dei servizi agli ospiti dei centri sull’intero territorio regionale, che è tra l’altro uno dei principi informatori della stessa legge regionale, ha sottolineato l’Assessore regionale, si è pertanto deciso di sperimentare nelle zone di montagna modelli organizzativi semplificati per fare economie di scala, riuscire ad abbattere del 20, 25% i costi della gestione complessiva dei servizi e delle strutture, e di conseguenza pesare meno sulla retta a carico degli ospiti”.

In sintesi, la deliberazione regionale prevede: apposite convenzioni tra i centri di servizio nelle zone di montagna, di dimensioni inferiori ai 60 posti letto, e altri soggetti istituzionali di dimensioni maggiori (Ullss, Ipab, etc) allo scopo di ammortizzare i costi fissi; la definizione di modelli standard organizzativi e organizzativi alla luce di economie derivanti dalla ridotta dimensione dei centri di servizio montani. A tal fine, il provvedimento regionale propone la nomina di un gruppo di lavoro che monitori la sperimentazione fino al 31 dicembre 2010, producendo poi dettagliata relazione alla giunta veneta.


- Dgr n. 78 del 19/01/2010







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