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Convegno Anaste Lazio 09/11/2009
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Autorevoli interventi e affluenza del pubblico hanno contribuito alla riuscita del Convegno “Strutture per anziani, pubblico e privato tra tagli di spesa e sviluppo dei servizi nel Lazio”, organizzato con ottimi risultati da Anaste Lazio, il 5 novembre, all’interno della Settimana della Vita Collettiva, la mostra di riferimento espositivo e culturale per il mercato dell’accoglienza civile e religiosa, per tutte le tipologie di strutture.
I lavori sono stati aperti dal Presidente nazionale Anaste, il Prof. Alberto De Santis che ha introdotto gli argomenti centrali del convegno: piano di rientro, tagli ai posti letto, spostamento delle risorse dagli ospedali al territorio, nuovi accreditamenti per le strutture private, efficienza, liste di attesa e qualità dei servizi.
“La riduzione della spesa sanitaria nell’amministrazione di una regione con un deficit come quello del Lazio può avvenire sostanzialmente attraverso due modalità: eliminazione o almeno contenimento degli sprechi e dei costi impropri oppure riduzione dei servizi e delle prestazioni offerte ai cittadini – ha affermato Sebastiano Capurso, presidente di Anaste Lazio -. Un esame della situazione ci fa ritenere che, al di là delle dichiarazioni pubbliche, nel Lazio si sia scelta la seconda strada. Abbiamo quantificato in 6000 posti letto la carenza regionale di Rsa, eppure negli ultimi 5 anni i posti accreditati sonon stati pari a zero, a fronte di tagli sulle tariffe che sono andati a incidere sulla qualità e sulle famiglie, la cui compartecipazione alla spesa è passata negli ultimi 3 anni dal 30% al 50%”.
L’appuntamento proposto da Anaste ha visto confrontarsi due politici da sempre impegnati in sanità: Bruno Prestagiovanni, vicepresidente del Consiglio Regionale e Giulia Rodano, assessore alle Politiche Culturali. I due, da sempre antagonisti sui banchi della Pisana, hanno trovato durante il convegno molti punti di accordo.
L’assessore Rodano ha ripercorso con lucidità e senso critico la strada compiuta dalla Giunta Marrazzo, che si è proposta di risanare l’enorme deficit della Regione. “La mia idea di piano di rientro, però, - ha affermato – partirebbe dall’assioma che l’efficacia e l’efficienza consentono di tagliare i posti letto e non il contrario”. Prestagiovanni ha invece lanciato l’idea di “una sola Asl per la città di Roma, che acquisti prestazioni sia dal pubblico sia dal privato, chiedendo a entrambi il massimo in termini di qualità£.
Infine Anaste ha formalizzato delle rivendicazioni, chiedendo a chi amministrerà la Regione per i prossimi 5 anni di costituire un tavolo tecnico per la definizione delle problematiche organizzative e di integrazione socio-sanitaria, di ripristinare la regolarità dei pagamenti e di sviluppare nuove possibilità assistenziali (nuclei Alzheimer, RSA per disabili, ecc.), presenti solo sulla carta e mai attivate. Ma soprattutto essenziale sarà l’avvio delle strutture protette presso le case di riposo, in relazione alla necessità di regolarizzare situazioni legate all’aggravamento delle condizioni cliniche degli ospiti. Infine, per realizzare standard qualitativi più elevati, l’associazione chiede l’applicazione del CCNL Anaste, l’unico rivolto esclusivamente agli operatori del settore, in tutte le strutture, la rivalutazione delle rette anche in considerazione delle maggiori esigenze assistenziali degli ospiti presenti e la revisione dei requisiti tecnico-strutturali organizzativi presenti nella normativa regionale (DGR 424/06).
Repertorio fotografico del Convegno:
- Prof. Alberto De Santis, presidente Anaste Nazionale con l`On. Luigina Di Liegro, Assessore alle Politiche sociali e delle sicurezze
- Dott. Sebastiano Capurso, presidente Anaste Lazio
- Prof. Alberto De Santis e il Prof. Carlo Hanau, docente Programmazione e Organizzazione dei Servizi Sociali e Sanitari presso l`Università di Modena e Reggio Emilia
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