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Milano: Convegno Anaste Lombardia 03/02/2009
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Per la prima volta, in modo ampio e con il confronto di diverse esperienze sul campo, si è svolto il 7 novembre 2008 il Convegno sulla “Qualità Relazionale” dal titolo “LA RSA ‘NODO E SNODO’ DI RELAZIONI. RUOLI E SOLUZIONI ORGANIZZATIVE PER L’INTEGRAZIONE DEL LAVORO DI ASSISTENZA E CURA.
Nato dalla collaborazione tra l’Anaste e L’Asl Milano Due, l’evento si è svolto nella Sala conferenze Centro Servizi - Banca Popolare di Milano di Via Massaua a Milano ed ha riscontrato un notevole interesse e partecipazione del pubblico.
Il tema, che rientra negli incontri annuali di convergenza tra Istituzioni e Servizi Residenziali per Anziani, ha sottolineato l’importanza non solo della personalizzazione del servizio, ma anche del clima umano all’interno delle residenze, dell’arte dell’assistenza alla persona e dei rapporti di collaborazione col territorio di riferimento.
I lavori sono stati aperti dal Prof. Alberto De Santis, Presidente nazionale dell’Anaste che si è soffermato sull’importanza della formazione del personale, della necessità di un investimento culturale e metodologico che valorizzi e potenzi le figure professionali, in una prospettiva di sempre maggiore diffusione dei saperi, dei metodi e delle pratiche lavorative.
Figure professionali e competenze capaci non solo di cogliere la complessità dell’intera società contemporanea, ma in grado di anticipare e promuovere il cambiamento, inteso come via e strumento di crescita e miglioramento continuo della qualità della vita all’interno delle strutture.
Quindi un modello formativo capace di cogliere le esigenze del mondo che cambia e, anticipandone i tempi, promuovere il cambiamento.
L’azione formativa, deve trasformarsi in un processo capace di valorizzare le potenzialità professionali degli operatori, attraverso percorsi formativi innovativi, supportati dalla conoscenza di buone pratiche, in grado di integrare i saperi e le competenze degli esperti nei vari ambiti specifici a beneficio degli ospiti.
L’azione formativa deve stimolare e generare un sistema di comunicazione e confronto professionale sulle soluzioni, sugli approcci, sui modelli di azione e quindi assumere un ruolo significativo nel processo di sviluppo degli ambiti disciplinari e culturali delle comunità di riferimento: “non c’è crescita senza formazione e non c’è formazione senza un’adeguata crescita culturale”.
Nel corso della mattinata è intervenuto anche l’Assessore della Regione Lombardia alla Famiglia e Solidarietà Sociale, Giulio Boscagli che ha sottolineato l’importanza della reale integrazione dei servizi sociali e sanitari, della riqualificazione delle strutture secondo unità di offerta focalizzate sui risultati e sul soddisfacimento dei bisogni degli ospiti, della valorizzazione della famiglia e della collaborazione di tutti gli operatori sia pubblici che privati.
Il Direttore Generale della Fondazione Mantovani Onlus, il dott. Michele Franceschina invece, ha incentrato il suo intervento sul valore della relazione tra operatori dell’assistenza e ospiti delle case di riposo: una relazione assistenziale che non può essere automatica, scontata ma piuttosto empatica e che necessita del coinvolgimento dell’operatore.
Quest’ultimo infatti, ha spiegato il dott. Franceschina, non solo deve possedere i contenuti umani di sensibilità, di motivazione ideale ed etica, di apertura generosa al prossimo, oltre ad un consapevole senso di responsabilità nella tutela del diritto alla assistenza e alla cura di ogni cittadino, ma deve anche investire del proprio nella sua attività, per instaurare una relazione assistenziale adeguata e soddisfacente sia per sé che per l’ospite.
Una relazione complessa dunque, quella tra operatore e ospite che è cambiata nel corso del tempo, partita da un approccio etico-religioso proprio della Chiesa è passata ad un approccio giuridico professionale con l’intervento dello Stato, dove l’assistenza non è più solo un fatto di carità, generosità, altruismo ma soprattutto una questione di rispetto e tutela di un diritto sacrosanto, ed è arrivata ad ulteriore grande cambiamento con l’intervento dei privati, la cui finalità è sempre stata l’erogazione di servizi con elevati livelli di prestazioni. Ciascuna di queste fasi ha insegnato qualcosa: il punto di vista sull’utente influenza la relazione.
Inoltre il Dott. Antonio Monteleone, Segretario di Anaste Lombardia, ha portato alla luce una forte analogia tra l’Arte e l’assistenza all’interno di una Rsa, dove le decisioni, di volta in volta poste in atto, pur nel rispetto dei protocolli, devono tener conto delle molte “variabili” umane ed essere “creative” per meglio rispondere ad esigenze individuali e mutevoli col trascorrere del tempo.
Il convegno ha mirato ad evidenziare ruoli ed altre soluzioni organizzative fondamentali che, nel perseguimento della mission di una RSA, sono rivolti a:
• ottimizzare l’integrazione delle competenze degli operatori ai fini di una maggiore efficacia nel lavoro di cura e assistenza;
• facilitare la comunicazione come base del rapporto umano;
• valutare tempestivamente problemi ed errori così da enucleare le soluzioni più adeguate;
• accrescere il senso di appartenenza;
• dare qualità alle relazioni con ogni singolo ospite, la sua famiglia e gli altri suoi riferimenti primari;
• instaurare rapporti positivi con il territorio;
• promuovere un dialogo aperto e collaborativo con le istituzioni pubbliche.
Un ringraziamento al Patrocinio della Regione Lombardia, all’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Milano e Provincia, all’Ordine degli Assistenti Sociali, al Consiglio Regionale della Lombardia, all’Ipasvi (Milano – Lodi) e alla partecipazione della Banca Popolare di Milano, di Senior Service, di Anni Azzurri, di GSI Servizi Integrati, della Fondazione Mantovani, del Gruppo ICOS, di Software Uno.
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