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L`Assistenza socio-sanitaria piemontese a confronto con i candidati al Consiglio regionale 02/03/2010 |
QUATTRO DOMANDE
CHE NASCONO DALL`ESPERIENZA DI TUTTI I GIORNI
martedì 2 marzo 2010 ore 9,45
Centro Congressi Torino-Incontra
sala Einaudi - via Nino Costa n. 8 Torino
Le Associazioni che riuniscono i diversi operatori presenti sul territorio invitano i candidati al Consiglio regionale 2010-2015 ad esprimersi su quattro domande specifiche, frutto di questa esperienza.
In questi cinque anni di governo regionale, il lavoro quotidiano svolto nelle strutture socio-sanitarie, che ospitano anziani non-autosufficienti e altre tipologie di ospiti tutti necessitanti di cure ed assistenza, ha fatto emergere problemi vecchi e nuovi, che si intrecciano strettamente con l`attività istituzionale propria della Regione Piemonte.
IL PROGRAMMA della discussione prevede:
ore 9.45
Lettura delle quattro domande, a cura dei rappresentanti
dalle Associazioni patrocinanti l`evento - durata: 15 minuti
ore 10.00
Interventi dei singoli candidati invitati, che risponderanno
a ciascuna delle domande, unitamente alle proprie consi-
derazioni personali - durata: 10 minuti caduno
(l`ordine degli interventi verrà organizzato seguendo l`ordi-
ne alfabetico, e sulla base delle presenze in sala, dei rispet-
tivi candidati invitati)
ore 12.30
Non ci saranno domande nè da parte del pubblico nè da
parte delle Associazioni, ma un semplice ringraziamento
finale a tutti gli intervenuti, e un augurio di buon lavoro alla
nuova amministrazione regionale che uscirà dalle urne
1 - le tariffe e le prestazioni sanitarie
La DGR 17 del 2005 elencava le prestazioni sia sanitarie che alberghiere da
erogare in modo univoco in tutte le strutture socio-sanitarie piemontesi
convenzionate con il Servizio Sanitario regionale, e fissava le relative tariffe.
Ancora oggi, tuttavia, il quadro non è uniforme.
Le tariffe convenzionate variano a seconda della provincia, o dell`azienda
sanitaria e del consorzio socio-assistenziale, o della struttura, ancorchè le
prestazioni richieste siano le stesse, e il costo del lavoro sia ormai eguale
in tutto il territorio regionale.
Domanda:
- ritenete condivisibile la breve analisi premessa?
- relativamente alle prestazioni sanitarie, e alla relativa quota tariffaria
(cosiddetta sanitaria), ritenete che debbano essere uniformi in tutto il
territorio regionale (se sì, da quando?), oppure che vi siano motivi per
differenziarle (se sì, come e perchè?)
2 - le tariffe ed i servizi alberghieri
Una partedei servizi resi nelle strutture socio-sanitarie è di tipo
alberghiero.
Norme regionali precedenti al 2003 determinavano i costi di questi servizi
in circa il 40% del totale.
Norme nazionali successive fissavano al 50% questa incidenza, poi ulte-
riormente diversificata a seconda della fascia assistenziale di riferimento.
A differenza delle prestazioni sanitarie, quelle alberghiere sono oggettiva-
mente influenzate dalla collocazione geografica della struttura, dalla sua
tipologia, e dal numero e qualità dei servizi resi.
Si ricorda che è l`utente a scegliere la struttura in cui essere ospitato.
In altre regioni italiane l`entità di questa quota tariffaria (cosiddetta alber-
ghiera) è lasciata alla contrattazione delle parti (utenti/azienda), entro un
minimo ed un massimo, anche con riferimento ai servizi resi oltre a quelli
minimi obbligatori.
In Piemonte, la normativa attuale non prevede questa elasticità, e con-
templa invece alcuni casi in cui particolari prestazioni di tipo alberghiero
possono essere oggetto di richiesta extra da parte dell`azienda.
Domanda:
- ritenete condivisibile la breve analisi premessa ?
- relativamente alle prestazioni alberghiere, e alla relativa quota tariffaria
(cosiddetta alberghiera), ritenete che debbano essere fisse con tariffa
unica, oppure possano essere differenziate con tariffa variabile entro un
minimo e un massimo ?
3 - la formazione del personale
Dal gennaio 2004 vige in Piemonte una norma che rende obbligatoria la
qualifica di OSS per tutti gli operatori socio-assistenziali addetti al servizio
degli ospiti.
Tale qualifica si ottiene:
- tramite la partecipazione a corsi di consistente durata (circa 360 ore),
riservati unicamente a chi aveva precedente qualifica similare, oppure
risultava in servizio, presso una struttura convenzionata, da almeno due
anni alla data del 31 gennaio 2004
- in tutti gli altri casi, tramite la partecipazione a corsi di durata prolungata
(circa 1.000 ore)
A distanza di sei anni, la situazione che si registra è la seguente:
- in tutte le province piemontesi, fatta eccezione per Torino-città dove il
fenomeno è più attenuato, vi è una carenza - in alcuni casi drammatica -
di OSS richiedenti o disponibili all`assunzione
- risulta che gran parte di coloro che - quasi sempre in disoccupazione -
partecipano ai corsi da 1.000 ore, non terminano i corsi, oppure - al
momento del colloquio presso l`azienda - si dimostrano inadatti al ruolo
A questo quadro, si aggiunge la rigidità dell`attuale meccanismo formati-
vo, che impedisce a più soggetti, peraltro accreditati, di svolgere libera-
mente il proprio ruolo.
Domanda:
- ritenete condivisibile la breve analisi premessa ?
- di fronte ad una proposta di revisione dell`attuale meccanismo
formativo, tesa ad evitare le rigidità sopra esposte, ritenete che possano
essere rivisti tutti gli elementi costitutivi del meccanismo stesso, oppure
che ce ne siano alcuni che non è possibile modificare (se sì, quali e
perchè ?)
4 - l`accreditamento e gli appesantimenti normativi
Da quest`anno, a seguito della DGR 25 del settembre 2009 sull`accredita-
mento, le strutture socio-sanitarie piemontesi dovrebbero risultare equi-
parabili sotto ogni profilo.
Ma non è così.
Le numerose normative regionali, emanate in precedenza, non sono state
nè abrogate nè riviste e riunite nell`occasione. L`affastellamento normati-
vo è tale che alle strutture pubbliche è stato concesso un anno in più -
rispetto a tutte le altre, oggi qui rappresentate - per mettersi in
regola.Inoltre, i compiti ispettivi continuano ad essere svolti da una molte-
plicità di enti e soggetti, spesso in contraddizione tra loro, senza una esau-
riente check-list valida su tutto il territorio regionale.
Da ultimo, in caso di contestazione, manca un soggetto terzo - dotato di
autorità in materia da parte della Regione - a cui sottoporre le eventuali
osservazioni da parte delle aziende ispezionate.
Domanda:
- ritenete condivisibile la breve analisi premessa ?
- rispetto all`affastellamento normativo e all`autorità terza, qual`è la vostra opinione?
INIZIATIVA PROMOSSA E ORGANIZZATA DA:
CONFAPI SANITA` PIEMONTE
CONFINDUSTRIA Piemonte
ANASTE
CONFCOOPERATIVE Piemonte
LEGACOOPSOCIALI Piemonte
UNEBA
Per le iscrizioni:
Segreteria Organizzativa
tel. 011-4513337
e-mail: confapisanita@apito.it
- Invito Convegno
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