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IL SISTEMA INFORMATIVO DEI SERVIZI SOCIALI

Il nuovo scenario introdotto dalla  328/2000, fa si che ci sia una ridistribuzione delle competenze in materia di gestione ed attuazione degli interventi relativi al mondo sociale. In questo nuovo assetto, gli enti locali ed in particolare i Comuni, vengono chiamati ad assolvere a tutta una serie di nuovi adempimenti ed assumono un ruolo cruciale nell’assicurare l’assistenza ai soggetti bisognosi.

Il fatto che molte delle competenze che storicamente venivano riservate alla Regione vengano ridistribuite sui Comuni risulta essere un intervento necessario per una maggiore efficienza e una maggiore conoscenza del contesto, ma allo stesso tempo introduce livelli di complessità nella governance del sistema decisamente elevati. Per far fronte a questo potenziale e serio problema, le Regioni hanno la necessità e la responsabilità di predisporre tutta una serie di interventi e servizi che possano servire da guida e riferimento  nella gestione operativa e che consentano comunque di mantenere un controllo del sistema.

D’altro canto una situazione del genere offre innumerevoli spunti interessanti di riorganizzazione e di ingegnerizzazione dei processi. Interpretando quindi l’introduzione della norma sotto un corretto angolo di veduta si coglie la grande opportunità di crescita che intrinsecamente essa stessa offre.

È quindi possibile immaginare un  sistema che preveda la partecipazione degli enti locali, quali Comuni e Province, ognuno per le proprie competenze e per raggiungere specifici obiettivi.

Naturalmente il sistema dovrà essere realizzato nel pieno rispetto della privacy dei cittadini, come anche indicato nel VI programma quadro dell’Unione Europea, attraverso l’utilizzo di crittografia ed autenticazione e, sempre in accordo a quanto stabilito nel VI programma quadro dell’Unione Europea, si presterà grande attenzione agli aspetti di Accessibilità in modo che sia consentito a tutti, indipendentemente da età e condizioni (come la disabilità ed altre condizioni individuali) , l’accesso agli strumenti offerti dalla “società dell’informazione”.

Il Sistema Informativo dei Servizi Sociali (d’ora in poi “sistema”) dovrà essere  caratterizzato da una infrastruttura centralizzata che erogherà servizi in modalità ASP. I vantaggi di tale organizzazione sono innumerevoli, di seguito ne elenchiamo alcuni:

·        Nessuna configurazione dei client  (PC) necessaria.

·        Nessuna presenza fisica di operatori specializzati necessaria per l’avvio di unità operative o per interventi correttivi/adeguativi sul software

·        È possibile utilizzare il sistema da qualunque posto del mondo  semplicemente mediante la i propri dati di autenticazione.

·        Non è necessaria nessuna politica di backup dei dati da parte dell’utente finale.

·        Un sistema affetto da virus non mette in crisi l’applicazione e non esistono rischi per i dati.

·        Possibilità di disporre di attrezzature hardware molto sicure ed efficienti (il cui costo non ne renderebbe possibile l’uso per i singoli interlocutori).

·        Rapidità di intervento in caso di anomalie attraverso la possibilità di prevedere un contact center.

·        Possibilità di accesso gerarchico ad una grande mole di dati ed informazioni.

 

Alcuni obiettivi del sistema sono di seguito elencati:

·        Rilevare, misurare e "mappare" i bisogni sociali della cittadinanza mediante la progettazione e la predisposizione di appositi strumenti che uniformino le metodologie di rilevazione e alimentano un database centralizzato a livello Regionale.

·        Rilevare e misurare la domanda esplicita di prestazioni e servizi da parte dei cittadini. A tale scopo, è prevista l’adozione di schede informatiche di rilevazione uniformi e la costituzione di un sistema di rete informatizzato. Sarà così possibile raccogliere e archiviare in banche dati il complesso delle informazioni afferenti ai diversi servizi in modo da consentire, a regime, l’interrogazione dati a fini conoscitivi, gestionali e di programmazione;

·        Effettuare il censimento dei servizi e degli interventi, monitorarne l’andamento e il funzionamento, valutandone la diffusione e la distribuzione sul territorio sia in rapporto all’evoluzione dei bisogni sia alle dimensioni della domanda;

·        Offrire informazioni sistematiche sugli interventi e i servizi utilizzabili dai cittadini (back office a disposizione dei segretariati sociali e dei servizi informativi terrritoriali)

·        Offrire informazioni e dati per la valutazione del sistema di interventi e servizi in relazione agli obiettivi di programmazione e alle aspettative dei cittadini.

·        Predisporre, gestire, sviluppare e coordinare le procedure e gli strumenti informatici, telematici,  necessari a potenziare e migliorare la disponibilità delle informazioni e dei documenti all'utenza in tutte le localizzazioni dell’ambito territoriale; sviluppare, coordinare e armonizzare gli strumenti informatici, le risorse informative e le procedure gestionali automatizzate del Piano Sociale di Zona

 

In questa ottica dovrà essere pensato un sistema utilizzato da tutti gli interlocutori coinvolti permettendo l’adozione di processi coerenti e metriche prestabilite ed uniformi. In particolare riassumiamo i ruoli delle singole componenti:

 

REGIONE:

Creare e gestire l’Albo Regionale degli Erogatori che gestiscono strutture ed attività socio-assistenziali i quali siano accreditati o autorizzati allo svolgimento delle rispettive attività. L’albo sarà strutturato in modo che sia possibile raggruppare queste entità in riferimento alla diversa competenza operativa

Creare e gestire l’Osservatorio Regionale dei Servizi Sociali e delle condizioni di povertà e del disagio sociale attraverso la raccolta dei dati sui bisogni, sulle risorse e sull’offerta dei servizi socio-assistenziali. L’Osservatorio sarà strutturato gerarchicamente anche a livello Provinciale e locale in raccordo con il livello Nazionale.

Identificare i requisiti di accreditamento per gli erogatori privati e Concedere ai Comuni le conseguenti autorizzazioni 

Pianificare e coordinare adeguati interventi formativi

Determinare e  monitorare le tariffe che i Comuni corrisponderanno ai soggetti accreditati per l’erogazione dei servizi

Autorizzare i Comuni per eventuali piani sperimentali di intervento sociale e definisce strumenti per la verifica dei risultati

 

PROVINCIA:

Raccogliere dati, compiere una elaborazione di conoscenze quantitative e qualitative sui bisogni sociali a livello provinciale

Fornire supporto ai Comuni per interventi territoriali

 

COMUNE:

Erogazione  dei servizi e rilevazione dati dal territorio

Autorizzazione dei servizi alle strutture in funzione dei parametri individuati dalla Regione

Istituzione dello Sportello Unico dei Servizi Sociali

Definizione dei Piani di Zona

Creazione della Carta dei Servizi

Creazione dell’elenco fornitori completo dei prezzi stabiliti monitorato e valicato dalla Regione

Inoltre partecipano al sistema altri soggetti quali:

I cittadini, che usufruiscono dei servizi messi a disposizione dai comuni, possono accedere alle banche dati informative predisposte a tutti i livelli del sistema (e ritenute utili per la cittadinanza) ed interagire con esso richiedendo assistenza. Attraverso il sistema  il cittadino potrà partecipare alla definizione del progetto personalizzato ed al relativo contratto informato. Questa apertura fa si che il Sistema Informativo dei Servizi Sociali diventi anche un esempio di e-democracy. I cittadini inoltre avranno diritto all’assoluta tutela della privacy secondo le norme vigenti e mediante strumenti tecnologici che ne assicurino il rispetto, in linea con il VI accordo quadro dell’Unità Europea.

Gli erogatori che sono il tramite per l’attuazione degli interventi sul territorio, utilizzano il sistema proposto per richiedere e monitorare l’accreditamento e devono inoltre dare visibilità sul loro operato in modo che le attività presso le strutture e i cittadini siano sempre verificabili. In questo modo si creerà l’anagrafica unica dell’ assistito (o del bisognoso) e sarà sempre possibile da parte degli enti preposti verificare lo stato di assistenza e la posizione nei confronti dell’istituzione dei cittadini bisognosi.

Per la gestione a regime del sistema sarebbe inoltre opportuno prevedere un call center di pronto intervento che possa fornire informazioni e dare supporto tecnico/operativo al cittadino che dovesse aver bisogno.

 

Alcuni dei  vantaggi oggettivi che potrebbero essere raggiunti attraverso il Sistema Informativo dei Servizi Sociali sono di seguito riassunti:

·        Gestione univoca dei dati sul territorio Regionale

·        Definizione di unici parametri di valutazione e controllo che portano assoluta equità e schematizzazione nella valutazione del bisogno, nonché nel rilascio degli accreditamenti da parte dei Comuni.

·        Possesso in tempo reale di tutti i dati che riguardano il mondo dei Servizi Sociali (strutture accreditate, erogazioni di servizi, situazione degli assistiti ecc.) su tutto il territorio regionale.

·        Assoluta semplificazione nella corretta attuazione degli adempimenti a carico degli enti derivanti  dalla legge 328/2000


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